di Fausto Bosco

L’Italia è il Paese della Cultura, della Storia e della Bellezza. Una Bellezza diffusa, incontaminata, spesso nascosta. 

Antropologicamente parlando, siamo una Nazione che pullula di piccole realtà molto radicate che stanno progressivamente scomparendo a causa di una migrazione verso le aree industrializzate ad alta concentrazione demografica. 

 

Un trend, questo, che va a avanti dal secondo dopoguerra con il progressivo abbandono del settore agricolo in favore dello sviluppo industriale e del settore terziario.

Centinaia di migliaia di persone negli anni hanno lasciato i loro paeselli di origine e si sono trasferiti nelle periferie delle città. 

Scelte dettate non da un miglioramento delle condizioni e degli stili di vita ma per mere motivazioni legate alla vicinanza con la sede di lavoro e per l’offerta di servizi (strutture pubbliche, scolastiche, ospedaliere, commerciali ecc…) notevolmente più ampia. 

 

Lo smart working può essere un’ opportunità per il rilancio dei piccoli borghi “morenti”, spesso lasciati al loro destino. Piccoli borghi rurali intrisi di storia, ricchi di cultura ma tagliati fuori dalla società moderna.

Queste località possono tornare a vivere, molte persone sono attratte dal fascino delle realtà rurali e sarebbero disposte a viverci a patto di non passare una vita a fare i pendolari.

 

Ripopolare un borgo significa attrarre investimenti anche nel green e nel km0: piccole attività commerciali torneranno ad esistere grazie anche al prodotto locale e a politiche incentrate sulla glocalizzazione. 

 

Si innescherebbe un circolo virtuoso che porterebbe, nel lungo termine, anche ad una riduzione degli spostamenti dovuti al lavoro con grossi benifici in termini di eco-sostenibilità. Occorre però, in primis, azzerare il digital divide ancora oggi presente tra centro e periferie potenziando la rete e rendendo l’alta velocità fruibile a tutti. 

 

Infine, se il male del futuro come ci dicono gli esperti saranno le epidemie virali, questa idea consentirà di antropizzare in maniera più diffusa il territorio abbassando le concentrazioni di gente nelle grandi città, diminuendo il rischio di contagi. 

 

Insomma, la via è tracciata, occorre crederci e puntare con forza in questa direzione utilizzando i fondi messi a disposizione dalla UE.

 

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