Ricordo di Carla Nespolo

 

“Essere partigiani, oggi come allora, vuol dire tante cose, ma una è la più importante di tutte, perché dipende solo da noi: metterci il cuore. Io so che tutti noi lo abbiamo fatto, lo facciamo, continueremo a farlo”

(Carla Nespolo, al Consiglio Nazionale ANPI – Acqui Terme 9/10 novembre 2019)

 

di Enrico Bruni

Accanto ai grandi successi di questa settimana per Cascina e per la revisione dei decreti Salvini non possiamo non prestare attenzione alla grande perdita che abbiamo tutti subito: la scomparsa della compagna Carla Nespolo. Carla era nata a Novara il 4 marzo 1943, come la canzone di Lucio Dalla, proprio in quell’anno che rivoluzionò i destini del nostro paese al tramonto della cosiddetta Era Fascista. Si impegnò fin da giovanissima nella vita politica dell’Italia della Ricostruzione: fu prima consigliera, poi assessora alla provincia di Alessandria. Sotto la bandiera del Partito Comunista Italiano, ricoprì la carica di Deputata nella VII legislatura (1976/1983) e nella successiva quella di Senatrice fino al 1992. Nel 2001 vicepresidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, fino a quando nel 2017 venne eletta come prima presidente donna dell’associazione erede del CLN. Apprezzata e stimata da tutte e da tutti, è rimasta al timone fino all’ultimo giorno, cadendo sul campo come una vera partigiana, lottando fino alla fine per la trasmissione dei valori della Resistenza, frenata soltanto da una malattia implacabile.

Questa settimana ci ha lasciato e tutta la nostra comunità democratica desidera unirsi al lutto dell’ANPI. Vogliamo fare nostre le parole del segretario Nicola Zingaretti “Con la scomparsa di Carla Nespolo l’Italia intera perde una donna straordinaria che ha sempre lottato per la libertà, i diritti, per le donne, per i giovani, contro ogni forma di disuguaglianza”. E infatti chi l’ha conosciuta la ricorda così: una grande donna capace di varcare le barriere che le si mostravano davanti. Vorremmo ricordare la sua straordinaria lucidità di ogni comunicato, la preparazione e passione che ha messo in ogni battaglia intrapresa, non ultimo la straordinaria tenacia dimostrata in questo suo ultimo 25 aprile: con il mondo in quarantena, alcune autorità cittadine approfittarono per escludere i partigiani dalle celebrazioni istituzionali della Giornata della Liberazione. La presidente Nespolo sfidò in quell’occasione non solo quel tumore che nella notte tra domenica e lunedì l’ha portata via, ma anche il divieto di uno di questi sindaci – più precisamente proprio quello della sua città – presentandosi davanti al “Campo della Gloria”, monumento ai caduti nel cimitero di Alessandria. Questo suo grande gesto di coraggio, non solo verso la malattia, ma soprattutto contro quell’ingenua circolare della presidenza del consiglio che escludeva l’Anpi e le altre associazioni per “ragioni di sicurezza” dalle cerimonie dell’Anniversario della Liberazione. Come ha scritto il Manifesto, assieme all’immagine del Presidente della Repubblica Mattarella che scende da solo la gradinata dell’Altare della Patria e di Papa Francesco che benedice l’umanità da una piazza San Pietro deserta, resterà quella della presidente Carla Nespolo sola di fronte al monumento di Alessandria, ultimo gesto di coraggio di chi ha vissuto il proprio incarico come una vera e propria missione.

Chi come me ha avuto l’occasione di conoscere Carla non ha potuto che apprezzarla: ricordo il nostro primo incontro nelle vie della capitale durante la manifestazione nazionale di Non Una di Meno del 2017, a cui l’Anpi aderì tra le prime associazioni portando anche un proprio striscione. Riconobbi in questa donna tutte le caratteristiche che oggi rileggo nei ricordi di chi ha potuto conoscerla più intimamente: in pochi minuti di confronto riconobbi quella dolcezza di quella donna forte di ogni suo anno, che in quella folla di giovane scherzava dicendo di essere “nella top five per anzianità”, ma che si vedeva che in quella folla di giovani donne e uomini era nel suo ambiente, felice di vedere che ciò per cui lei lottava ogni giorno erano lì pronti molte ragazze e ragazzi per raccoglierlo. Ci perdemmo in una folla di studenti che saltavano e cantavano per i diritti e la libertà di tutte e di tutti.

Questo è il ricordo che ho di Carla: un sorriso che si allontana in una folla di ragazzi entusiasti e appassionati, poi un fazzoletto tricolore pronto a essere raccolto da ognuno di noi in quella piazza grande.

Ciao comandante!

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