di Renzo Moschini

Come era stato ridotto il partito a Pisa, da una gestione che più rovinosa e indecorosa non poteva esserlo, lo vedemmo alle elezioni amministrative che ci punirono severamente e
meritatamente.
Ricordo qualche tentativo che feci di promuovere un dibattito che impegnasse iscritti e circoli che fu considerato alle stregua di una provocazione. Come poi andarono le cose lo vedemmo.
Con l’elezione arrivo del nuovo segretario provinciale, di Cerri si aprì finalmente una stagione nuova che anch’io considerai e considero come tale, nuova che può permetterci di recuperare il terreno perduto, uscendo dalle manfrine per usare il partito per i propri interessi e comodi.
In questa situazione politica, istituzionale e culturale in cui le competenze giocano un ruolo
fondamentale il partito deve riuscire innanzi tutto a non lasciare campo libero ai troppi ‘esperti’ che pontificano sulla base di una evidente incompetenza.
Vale per le più varie materie come l’ambiente dove le nostre esperienze tradizionali erano state riconosciute e apprezzate in Toscana e anche sul piano nazionale. Tradizioni su cui è calata la tela di chi il Pd a Pisa aveva manomesso mettendolo in crisi.
Ecco perchè è da questi problemi che bisogna ripartire in sede provinciale e comunale con
proposte e programmi.

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