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PROGRAMMA
Scarica il programma (.pdf - 1,4 MB) Il contesto in cui affrontiamo le elezioni amministrative del prossimo 6-7 giugno è connotato da una crisi finanziaria ed economica internazionale, la cui durata ed intensità sono difficilmente prevedibili, e che da mesi sta facendo sentire i suoi pesanti effetti nel nostro Paese e nel nostro territorio. Sono i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto precari e migranti, e le piccole imprese a pagarne i prezzi più pesanti. Si è dissolta drammaticamente l'idea neoliberista secondo la quale il mercato, da solo, sia in grado di autocorreggersi e di garantire a tutti il maggior benessere e si riafferma la necessità della politica quale strumento di definizione di regole condivise. Rispetto a questo stato di cose occorre intervenire con prontezza, con efficacia, in maniera coordinata, con risorse certe, rivedendo anche le priorità degli strumenti di programmazione e le politiche di bilancio, con un atteggiamento più attento e responsabile del sistema del credito: in assenza di efficaci azioni di contrasto da parte del Governo centrale, è stata avviata un'azione di sistema anticrisi, coordinata e concertata dagli enti locali (Comuni e Provincia), nel quadro di riferimento delineato dalla Regione Toscana, insieme alle forze economiche e sociali, per sostenere la tenuta sociale del territorio, salvaguardando il sistema economico-produttivo e predisponendolo a cogliere i primi segnali di ripresa e di rilancio. In questa situazione, pur difficilissima, Regioni, Province e Comuni si sono resi disponibili ad affrontare il tema del federalismo fiscale - che ha mosso i primi passi in Parlamento - e dal quale non si può più prescindere. L'auspicio è che il confronto con il Governo possa mantenersi fruttuoso, scongiurando aggravi di costi ed oneri per i territori, mirando ai principi di solidarietà e coesione sociale, affiancando al federalismo il percorso parlamentare del Codice delle Autonomie Locali, volto a definire - ai sensi del nuovo titolo V della Costituzione - una più puntuale ed organica ripartizione delle competenze tra i livelli di governo locale (Province e Comuni). Diventa urgente ed ineludibile sviluppare un'azione politica forte allo scopo di attenuare - almeno in questa fase di recessione economica - gli effetti inibitori sulla spesa dovuti al patto di stabilità. A livello sociale, crescono le situazioni di povertà, di disagio, di precarietà, parallelamente ad una forte insicurezza, alla quale si deve rispondere con politiche di prevenzione e d'integrazione, scongiurando così il crearsi di un clima negativo che in questi mesi ha fatto registrare numerosi episodi di intolleranza anche razzista. Ciò è dovuto anche ad un clima creato da esponenti del centrodestra attraverso comportamenti e linguaggi, accompagnati da una politica del governo che taglia importanti risorse per una seria politica di sicurezza e integrazione. La restrizione degli spazi di democrazia, le crescenti disuguaglianze sociali, il generale impoverimento anche della classe media, la pesante precarizzazione dei giovani, la forte e accelerata pressione migratoria e l'assenza di diritti per i migranti, che caratterizzano l'attuale fase politica generale, richiedono politiche che rimettano al centro la sfida per la giustizia sociale. Su queste vere e proprie emergenze si dovrà misurare una nuova capacità di proposta dell'intero centrosinistra anche nelle scelte di governo dei territori. |